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23 settembre 2005

Pannella, il garofano e l'ottimismo del Premier.

E' tempo di alleanze elettorali, più o meno durature, di migrazioni da uno schieramento all'altro, e di tentativi di calcoli strategici.
Segnaliamo tre post:
1) il contributo del blogger "poverobucharin", sulla necessità di chiarezza e di concretezza per la ripresa di un dialogo serio e proficuo fra la Sinistra e i radicali pannelliani.
2) l'analisi dei rapporti di forza all'interno del Nuovo Psi e dell'eventualità di un avvicinamento del partito alla coalizione di centrosinistra (ad opera di francescoblog).
3) il post del blogger "ilditonellapiaga", che mette in ridicolo l'ottimismo del Presidente del Consiglio, fra crisi economica e dimissioni di ministri.
Buona lettura.




permalink | inviato da il 23/9/2005 alle 9:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


30 agosto 2005

Governare in prima persona.

Il blogger "Titollo", che non è iscritto alla federazione (fino ad ora), ha scritto un bel post sulla Sinistra e sulla necessità di trovare il coraggio di governare in prima persona. La storia della Sinistra italiana dovrebbe essere un punto di forza e non un peso.
Leggete qui le interessanti osservazioni di Titollo.
Buona lettura.




permalink | inviato da il 30/8/2005 alle 13:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


20 agosto 2005

Le Primarie e l'annosa questione dell'Unità a Sinistra.

Queste considerazioni del blogger sonolaico hanno il merito di collegare due questioni apparentemente distinte, come le Primarie del centrosinistra e la necessità, in Italia, di creare un partito di Sinistra radicale moderno che tuttavia faccia tesoro della tradizione comunista italiana e non abbia timore a dichiararsi "comunista".
Buona lettura.

19 Agosto 2005

Sulle primarie: dal voto a Bertinotti all'idea di un partito unico, vero e comunista


di sonolaico

Credo sia giunto il momento di fare un po' d'ordine. Il mio argomento sulle primarie, nonostante il timido interesse direttamente sul mio blog, ha suscitato quasi una decina di commenti nella piattaforma dei "
bloggers per le primarie ". Il che ovviamente mi spinge a dire di più.
In una recente intervista concessa a l'Espresso , il leader di Idv Antonio Di Pierto lanciava accuse di utopia o (peggio) fantapolitica nei confronti dei segretari Verdi e Prc Pecoraro Scanio e Bertinotti. E nel frattempo diceva che la persona da lui più stimata era Mastella .
Il fatto poi che Mastella sia il più democristiano della coalizione, e che alla caduta della Dc Antonino avesse contribuito (giustamente, lo ringraziamo ancor'oggi) in prima persona come magistrato, non gli passa neanche per la testa. E uno che considera un'ambientalista e un comunista degli elementi carichi di utopia irrealizzabile ( fantastico: dice che il mondo poco inquinato è un giardino dell'Eden...meglio l'America che non firma Kioto? ) si dice pure "protettore" della questione morale . Meditate, anzi mediatimo .
Il secondo punto che vorrei toccare è che la visione di un partito unitario della sinistra "falce e martello" non è un'utopia : in Germania, e potete leggere nel mio blog qualche nota, è stata fatta un'iniziativa del genere e gli elettori dei left-parties tedeschi ne sono entusiasti. In Italia invece, la terra del conformismo, abbiamo ancora oggi due diverse coalizioni che richiamano i propri ideali agli anni del comunismo togliattiano e berlinguerano: fare un accordo fisso e duraturo no vero?
Unire i propri partiti attraverso un nuovo soggetto politico che non cancelli la parola comunista in quanto questa è oggi ancora sinonimo del disagio giovanile e (anche degli adulti) di una parte della società che vuole cambiare veramente il paese. Non è male l'idea vero?
Basterebbe essere un poco meno "italiani" : pensare che il Pci era il più grosso partito di ispirazione marxista d'occidente, e che in tanti ancora oggi criticano la scelta di Occhetto con " la cosa " e la trasformazione in Pds. Quanti elettori del partito di Fassino (D'Alema) voterebbero questo nuovo soggetto? Quanti si sentono ancora comunisti, ma votano la quercia in nostalgia del vecchio partito di massa?
Credo che unirsi al Pdci sarebbe un'ottima prospettiva per Rifondazione: aiuterebbe a far sentire di più, in Parlamento e nell'Unione , la voce dei comunisti e a ridurre di un po' il numero di partiti italiani. Continuare a rinfacciarsi scelte diverse compiute sette anni fa, questo sì che è utopico: forse sbagliò Bertinotti a mollare il governo, forse sbagliò Cossutta a mollare il partito. Due secessioni che francamente oggi mi sembrà anche infausto ricordare.
L'idea di un partito comunista di nuova fondazione, che rivendichi come sue le vie di Togliatti, Berlinguer e Natta, tralasciando invece quelle di Occhetto e D'Alema, attiarando a sè una buona parte dei voti diessini, permettendo di diventare nuovamente un partito di massa inserito in un gioco democratico. E' la visione di un giovane sognatore forse.
Una tirata d'orecchie a entrambi: a Bertinotti per le parole di sfida e astio espresse nei confronti dei cossuttiani al congresso di Venezia, a Diliberto perchè ha mostrato di preferire votare Prodi a Bertinotti. Sarà fantapolitica, ma il voto al segretario Prc darebbe il segno di quante persone sono d'accordo con la mia idea di unità comunista. E a sinistra, con le parole, non sono in pochi questi elettori.
Ma credo che ancora oggi ci si debba vergognare di essere spaccati in due partiti. E di chi sia la colpa della spaccatura, non importa. Urge decisamente compiere questo matrimonio, non a fini di raggiungimento dello sbarramento per entrare in Parlamento, ma in maniera duratura ed efficace. Ai lettori il microfono sulla questione.



Enrico Berlinguer, rimpianto segretario dei comunisti dello Stivale




permalink | inviato da il 20/8/2005 alle 10:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


19 agosto 2005

IL TRILEMMA. QUARTUM NON DATUR

di meslier

E adesso che Ferragosto se n’è andato, trascinando con sé sogni notturni e miraggi diurni, aliti di vento e trombe d’aria, attentati e ammaraggi, drammi improvvisi e progetti sospesi, è giunto il momento di scendere in questa tragicomica lizza politica. Le primarie di centrosinistra ci sono e noi
BxP (Bloggers per le Primarie - PèP), con tutti i dubbi e le incertezze possibili, vogliamo parteciparvi, perché, a differenza di quanti hanno contribuito al miserabile spettacolo che ci ha offerto l’Italia a metà giugno, crediamo che i seggi pieni, di qualunque sorta essi siano, costituiscano sempre un buon segno per la democrazia, anche per una di tipo vacillante come la nostra (quell’Italia che ha il brevetto del fascismo). E se pure queste primarie in particolare ci possano convincere poco, ci convince pur sempre il metodo: passare la parola ai cittadini.

Le domande che ci dobbiamo porre, secondo me, sono tre, tra loro alternative, perché si sviluppano su dimensioni diverse (per usare un'analogia geometrica, direi lunghezza, altezza e profondità):

x)
Chi vogliamo come premier per l’Unione di centrosinistra tra i cinque politici che si sono candidati alle primarie?

y)
Sono sufficienti questi cinque candidati, ossia crediamo che essi coprano tutte le alternative politiche possibili?

z)
È davvero sulla base della prospettiva della guida del futuro possibile governo di centrosinistra che bisogna votare alle primarie o valgono altre logiche?

Cominciamo dalla profondità. z) No, non credo che le primarie servano soltanto a decidere chi guiderà il centrosinistra. Su questo, com'è noto, sono d'accordo pressoché tutti, persino gli stessi candidati. La battaglia delle primarie (ché di battaglia si tratta, ma solo perché essa non divenisse un futile e sgradevole plebiscito) si gioca su un altro piano: legittimare per via popolare la leadership voluta dagli “apparati”. E questo per mettere riparo ad un conflitto tutto interno a tali apparati, che proprio l'eletto finiva per mettere in discussione (“eletto”, beninteso, nel senso di “destinato”). E l'eletto, com'è noto, è Romano Prodi. Questa guerra al vertice ha aperto uno spazio in cui si è incuneata la sinistra. Se il nocciolo duro moderato e c.d. riformista del centrosinistra ha confermato la candidatura di Prodi (nonostante la carnevalata di Mastella), la sinistra (e a sinistra, con uno sforzo di volontà, metto anche Di Pietro – excusatio non petita...) ha ritenuto quella delle primarie una buona occasione per fare politici passi avanti e magari, forti del precedente pugliese, sparigliare la configurazione della coalizione. Naturalmente, in questo caso il precedente apulo è più che altro un caso di scuola, teoricamente consistente, ma irripetibile in pratica. Ciò non ha impedito a che si creassero due competizioni politiche ai margini di quella ufficiale. Ed è su quelle che dobbiamo concentarci. Vogliamo rafforzare Prodi in funzione anti-rutelliana (e dunque antagonista alle derive neo-centriste) oppure vogliamo sostenere le forze a sinistra della coalizione attraverso il consenso ai candidati di quell'area?

Passiamo intanto all'altezza, e dunque allo sguardo al cielo (e ad un sua metà in particolare). y) Anche qui la risposta è no: i cinque candidati non sono sufficienti. Una delle cose più avanzate che i BxP abbiano proposto è racchiusa nella mozione “Una donna alle primarie” (il cui primo “firmatario” è dito). Ho sempre creduto che questa battaglia civile guadagnerebbe in credibilità e in una relativa efficacia, se ci mettessimo d'accordo su un nome solo. Chiedere di candidare una donna quale che sia (anche all'interno di una rosa di nomi), significa vanificare la forza stessa della battaglia. Ora, credo che a questo punto nessun politico donna sia disponibile a candidarsi, perché tutti gli spazi sono occupati e nessuno concorrerebbe contro il proprio candidato di riferimento. C'è tuttavia un'area ancora scoperta: si era parlato di un candidato della c.d. società civile. Ora, perché da qui devono provenire i soliti nomi: Moretti, Pardi, Flores d'Arcais? Perché non pensare ad una donna? Purtroppo la mia fantasia politica si ferma a due donne non giovanissime e dunque probabilmente indisponibili alla candidatura: Rossanda e Hack. Qualcuno ha un'idea migliore? Si faccia avanti e mettiamo ai voti. Poi, se ci crediamo davvero (lo dico in particolare a diario_estemporaneo
) potremmo far presente la cosa ad associazioni e magari anche alla diretta interessata. Facciamo un po' di rumore, se no arrendiamoci e basta.

Detto questo, passiamo alla lunghezza, cioè alla x)
, mai come in questo caso una x d'incognita. Se è vero ciò che ho appena detto, se fallisce il nostro tentativo di aumentare i candidati (e visti i tempi stretti e il nostro potere nullo, la cosa sembra più che possibile), per chi votare? Se i candidati resteranno cinque, credo che le uniche alternative credibili per noi di sinistra siano solo tre. Quartum non datur (a meno che non sia una donna). Ed ecco, stanti così le cose, il trilemma:

I)

Un po' di tempo fa argomentai in favore del voto a Prodi anche da sinistra (e dalla sinistra radicale in particolare). Tuttora credo che ci sia del buono in quel ragionamento. Un Prodi legittimato da una vasta maggioranza equivale ad una sconfitta per il centripeto Rutelli, in questo momento la prima grande iattura per l'Unione (la seconda sono gli psudoriformisti e la terza gli pseudorivoluzionari). Ma già allora anticipai che miei ravvedimenti (o annebbiamenti) erano possibili. E un po' mi sto ravvedendo e annebbiando. Come dire... mi sto ravvebbiando. Spero abbiate capito.

II) 

Sembrava una candidatura di disturbo (a Bertinotti) da parte del rappresentante di un'area che non voleva essere cannibalizzata (leggi: egemonizzata). E invece Pecoraro_Scanio ha saputo fare la classica mossa del cavallo: ha dato spessore politico alla sua candidatura. Egli rappresenta il progetto di un'area unica della sinistra radicale, la lista arcobaleno, progetto che dovrebbe includere anche Rifondazione, ma a cui il partito di Bertinotti continua a dichiararsi indisponibile. A nulla vale la sottolineatura da parte di Alfonso che questa lista ambientalista, pacifista, femminista, incontro delle culture critiche, potrebbe divenire la seconda forza del centrosinistra. In questo senso il voto a Pecoraro Scanio sarebbe davvero un voto politicamente significativo, sebbene tutto interno alla discussione nella sinistra.

III)

Ma Bertinotti resta la candidatura alternativa a Prodi più forte e credibile, almeno per un fatto di numeri. La radicalità dei contenuti (sebbene, secondo una minoranza, non poi così radicali) rende la sua candidatura fortemente “attractive”. Non solo: il più anticapitalista dei candidati, sta conducendo una vera campagna pubblicitaria più che elettorale. Al confronto, gli altri sembrano condurre campagne vecchio stampo. Bertinotti invece, affidandosi alla Proforma, l'agenzia pubblicitaria cui si deve il successo (quantomeno estetico) della campagna elettorale di Nichi Vendola, firma un accordo con la 3m e propone nel suo logo i post-it® su cui scrivere ciò che si vorrebbe dal futuro governo, perché “volere è un diritto”. (Un Bertinotti® a marchio registrato, certo, fa uno strano effetto). Di più: Bertinotti è in grado di attrarre consensi anche esterni a Rifondazione, sebbene molto prossimi ad essa. Pecoraro Scanio al massimo pesca qualcosa dai cossuttiani e da qualche DS eretico. E tuttavia, Fausto non otterrà tutto ciò che avrebbe potuto prendere: intanto, c'è Alfonso che gli toglie una buona fetta di ambientalisti e di sostenitori del progetto arcobaleno. Poi, c'è il discorso a cui ho accennato prima: la guerra al centro potrebbe mobilitare qualcuno (ad es., dalla sinistra DS) nel senso di una blindatura di Prodi. Per non parlare di coloro (diciamolo pure, quei compagni) che credono che questa sia tutta una farsa e aspettano l'agognato programma, e magari non si recano nemmeno a votare.

Ordunque, come si esce da questo trilemma? Quale logica far prevalere? È possibile che ci sia qualcuno che utilizzi Mastella in funzione anti-prodiana, per rafforzare le spinte al centro. E noi, ad uno spettacolo di questo genere come rispondiamo? Rafforzando Prodi o la sinistra (perché Prodi, ricordiamolo non è di sinistra, sebbene sia il candidato migliore, dopo Veltroni, in questo momento)? E se scegliamo la sinistra, a quale sinistra pensiamo? A quella radicale impersonata da Bertinotti ma confinata a Rifondazione, o a quella larga di Pecoraro Scanio ma che non ha i numeri per farcela (anche solo per una candidatura di testimonianza)? Ma poi davvero questi giochi avranno peso dopo le primarie? Davvero si guarderanno le percentuali degli sconfitti? Forse sì, ma solo se Prodi prenderà pochino. Ma noi non dovremmo essere kantiani e fare ciò che ci aspetteremmo da tutti (la famigerata massima universale), e dunque votare per Prodi candidato presidente? O dobbiamo affidarci ai voti di DS, Margherita e compagni? O ancora, davvero crediamo che, se Bertinotti prendesse il 50%+1, questa sarebbe una buona cosa per la nostra coalizione ed è questa la nostra massima universale? (Perlomeno questo io non lo credo.)

Non è facile uscire da questo rompicapo, e questo perché si tratta soltanto di un gioco (di strategia) a cui le persone di buon senso non sono avvezze. Di contenuti politici ce ne sono ben pochi. E in genere quando la ragione s'incarta, è il sentimento a prevalere. E il sentimento, per quanto mi riguarda, spinge sempre a sinistra. Molto a sinistra.




permalink | inviato da il 19/8/2005 alle 18:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


16 agosto 2005

Rifondazione Comunista e le Primarie.

Prosegue il dibattito interno a Rifondazione Comunista sul sognificato e l'importanza delle Primarie. Questo contributo del blogger iosonolaico in due parti, cerca di fare luce su alcuna delicate questioni.
Buona lettura.

14 Agosto 2005
Il dibattito dentro Rifondazione: primarie sì, primarie no (1a parte)
di iosonolaico

Il dibattito interno a Rifondazione Comunista crea un effetto: urge informare, discutere, parlarne. Trovare dei compromessi, per quanto riguarda il senso di queste primarie e della candidatura del segretario Bertinotti. Esiste infatti, e non so se la cosa sia nota o meno ai più, una parte del partito che non solo non vede di buon occhio l'alleanza con l'Unione, ma addirittura ha intenzione di astenersi alle primarie. Per protesta, contro la scelta di entrare nella prossima (eventuale) maggioranza di governo di centro-sinistra. Sul fatto che discutere di "trattino-non trattino" nel nome "centrosinistra" non serva a nulla, molti in Rifondazione concordano. Il trattino c'è, vallo a dire a Mastella che è di "sinistra". A parte quello, mollare ora Prodi vorrebbe davvero dire consegnare l'Italia nuovamente in mano a Berlusconi. Per altri cinque anni.
E credo che pure su questo si basi la riflessione di Bertinotti, che pure ha dimostrato (vedi caduta del governo Prodi) di saper farsi sentire, di non essere (anche se suona male) un "alleato passivo". Quale invece, e dispiace, sembra rivelarsi il Partito dei Comunisti Italiani, data la loro totale mancanza di disaccordo o comunque di tentativi di creare dibattito all'interno dell'alleanza.
Questo è il momento nel quale un partito è chiamato a dimostrare la propria serietà: ci si sforza tanto, all'interno della sinistra e di RC, a spiegare e cercare di dimostrare che il gruppo erede del PC togliattiano e poi bertinottiano è quello di cui Bertinotti è segretario, e poi non si dimostra, non dico maturità, neanche un briciolo di sforzo, di attività, di fatti in nome del partito. (1-continua)

Il dibattito dentro Rifondazione: primarie sì, primarie no (2a parte)

Tante volte, vedi vicenda della Costituzione Europea in Francia, un partito ha visto varie correnti al suo interno lottare su posizioni diverse ma comunemente importanti: impariamo, anche perchè votare quel partito vuole inevitabilmente dire avere più possibilità di cambiare la società.
E perchè non farlo in maggioranza? All'interno di un gruppo di partito che hanno (chi più chi meno) tutti lo stesso scopo: far dimenticare Berlusconi. Più volte il leader comunista s'è espresso su questo punto: non bisogna cambiare l'Italia, fra un anno, solamente in maniera anti-berlusconiana. Ma bisogna, aggiungo io, farlo pensando ad un programma di sinistra.
E solamente facendo entrare Rifondazione all'interno del governo post-Cdl si riuscirà ad essere un po' più zapateristi e meno blairiani. Il rischio è di accompagnare l'Italia ad un bivio: destra o sinistra. Ad oggi, senza Rifondazione, potrebbe ancora scegliere la prima opzione. Perchè rischiare?
Perchè non provare a cambiare questa alleanza, a spostare le linee di percorso verso il lato "alternativo" della politica? Si tratta di sconfiggere questo luogo comune: perchè Rifondazione entra benissimo nelle maggioranze locali, amministrative (regionali, provinciali, comunali) e nessuno (o pochi) storce il naso, mentre se si propone la cosa a livello nazionale, casca il mondo?
Basta guardare l'esempio della Sardegna, del governatore Renato Soru: chi avrebbe mai detto che un ex imprenditore avrebbe fatto una politica di sinistra? Con il PRC a "vigilare" sui lavori della maggioranza in Consiglio, sono state fatte delle scelte. Che, politicamente, giudicate voi se di sinistra o destra: la lotta contro il governo, per scacciare dall'Isola le servitù militari, le basi americane. La scelta di difendere l'ambiente con la legge salva coste...
E' questo, forse ho scritto troppo sugo in una pentola non gigantesca, che bisogna analizzare: come possibile astenersi, quando si ha la possibilità di lottare più concretamente per i propri ideali, sogni? Una buona percentuale per Bertinotti alle Primarie: spingere più a sinistra il programma dell'Unione.




permalink | inviato da il 16/8/2005 alle 14:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa


5 agosto 2005

Rifondazione e le primarie

Ecco le importanti rilfessioni del blogger "iosonolaico" sulla questione della dialettica maggioranza-minoranza all'interno di Rifondazione Comunista e sull'importanza delle primarie per questo partito e per la Sinistra Radicale. 

Ristabilire il dialogo e la collaborazione dentro Rifondazione:
sennò a che servono le Primarie?

A pensarci bene, le parole, i fatti, gli sforzi e le passioni, per portare avanti una certa tua passione, sono sempre ben spesi, usati, dati. Quando tuttavia, ti taglia la strada proprio il tuo amico, con cui magari hai recentemente litigato ma che comunque vive con te, la cosa riesce a farti innervosire. E certe volte viene voglia di mollare tutto.
Quanto dev'essere dura, quindi, all'interno di un partito, vedere il proprio leader, eletto democraticamente dal congresso, a cui in parecchi, nell'associazione stessa, hanno voltato le spalle. Che sia per voglia di non lavorare o meno, non importa. Importa il fatto che, dalle scintille del congresso in poi, Bertinotti quasi quasi è stato più sereno a pranzo con Prodi che nella sede di Rifondazione. Tutto questo perchè, mentre lui provava a farsi un po' coraggio e portare avanti la propria/del partito idea di politica, s'è scelto la via "governativa", cioè il patto con l'ex Presidente del Consiglio per ridare al centrosinistra la maggioranza al Parlamento. Fino a qua, anche se in Francia il Pcf fa spesso opposizione, niente di male. Addirittura, nella spagna zapaterista e laica troviamo il Pce che appoggia il governo socialista/riformista.
E dunque perchè qualcuno delle diverse correnti di Rifondazione ha scelto di non appoggiare il segretario? Loro, che ovviamente si definiscono "di sinistra", non vorrebbero il segretario del partito di cui hanno la tessera come leader dell'Unione? La democrazia è democrazia, e Bertinotti, come nella tradizione ma nel pieno del rinnovamento, rappresenta la via per spostare più a sinistra l'asse (se avrà più del 12-15%) o il timone (se vincerà) della coalizione. Il tutto, per far avere all'elettorato e la classe medio-bassa che fa riferimento all'asse Prc-Pdci un programma di sinistra, da presentare agli elettori.
Per le primarie, non si può abbandonare il proprio segretario. O almeno, se esiste una regola morale in politica, non lo si snobba così. 
                                                             
iosonolaico




permalink | inviato da il 5/8/2005 alle 22:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

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