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14 settembre 2005

COLPI DI CODA (O DI MANO?) della CDL

Evidenziamo con urgenza gli interventi dei bloggers per le primarie ilriflessoilditonellapiaga che propongono di alzare il tono della discussione sulla riforma elettorale, vero e proprio attacco alla democrazia del nostro Paese. 
Il blogger ilditonellapiaga propone anche una sospensione temporanea del nostro dibattito sulle primarie, per concentrare l'attenzione sulla legge elettorale e  decidere insieme eventuali iniziative di mobilitazione. 

Riforma elettorale: l'insostenibile tentazione di truccare la partita  
di ilriflesso

E dopo la legge elettorale i proclami da Piazza Venezia? 
di ilditonellapiaga




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5 settembre 2005

Rimettere in moto la cultura. Con o senza Primarie.

Quale è la cultura della Sinistra italiana? Quale società ha in mente lo schieramento che si appresta a ricorrere alle Primarie? Che tipo di Italia si sta avvicinando alle elezioni?
Il blogger Soviet, cerca di rispondere a queste domande, mettendo in luce come il progresso tecnologico nel nostro Paese non sia stato accompagnato da un passo avanti nel campo della cultura prima ancora che della politica.
Siamo gli italiani di cinquant'anni fa, con le smart al posto delle 600 e Maurizio Costanzo al posto di Ettore Scola.
Non è un progresso.
Leggete qui l'intervento di Soviet.




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2 settembre 2005

Proposte e risposte.

Il blogger "sonolaico" analizza il dibattito a distanza fra Alberto Asor Rosa e Rina Gagliardi sulle colonne de "il Manifesto" e "Liberazione".
L'argomento della discussione è il progetto  di una Sinistra radicale unitaria.
Buona lettura.




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22 agosto 2005

Prime dichiarazioni di voto.

La federazione di bloggers per le primarie, per diversi motivi, non sostiene una candidatura particolare,  stimolando invece il dibattito sullo strumento primarie e sulle opportunità che esso fornisce al sistema politico italiano.
I bloggers iscritti tuttavia, in quanto indiividui e in quanto elettori fanno le proprie scelte, e possono servirsi del blog comune per renderle pubbliche e discuterne con gli altri.
Ed è quello che ha appena fatto il blogger
rockerduck, che qui motiva la sua preferenza per Romano Prodi.
Buona lettura.

21 Agosto 2005

Perchè, da sinistra, sosterrò Prodi 

di rockerduck

Provo a fare un ragionamento logico, quasi matematico. Cosa può succedere dopo le primarie?
Le possibilità sono solo 2:
1) vince Prodi
2) vince qualcun altro
La possibilità 2) è certo remota. Ma se si verificasse (e chi sostiene candidature alternative è un po' come se di fatto se la augurasse) sarebbe un cataclisma. Evidenzierebbe che il leader su cui la sinistra ha puntato finora non ha l'appoggio del popolo di sinistra. Obbligherebbe a cambiare leader mettendo a rischio una vittoria che al momento pare quasi certa. Mentre uno scontro Berlusconi-Bertinotti, per esempio, sarebbe molto più incerto. E non oso pensare alle conseguenze per l'Italia di altri 5 anni di governo Berlusconi. Certo la cosa non è probabile. Ma candidarsi in alternativa a Prodi e poi sperare nella vittoria di Prodi mi pare un controsenso. Chi appoggia Bertinotti o qualcun altro deve augurarsi di vincere, e a mio avviso non sarebbe una bella prospettiva. Sarebbe come presentarsi al campionato cambiando allenatore alla vigilia della prima partita: è un salto nell'incertezza, è la rottura di un cammino a metà strada, e prima di avere avuto qualsiasi evidenza che il cammino intrapreso non vada bene.

Veniamo all'analisi della possibilità 1) che è certo più realistica. Ci sono 2 possibilità:
1) Prodi vince in maniera plebiscitaria, ricevendo quindi una forte conferma della sua leadership.
2) Prodi vince in maniera risicata, e anche i concorrenti guadagnano molti voti.
La possibilità 2) è probabile, ed è quella che si augurano, mi pare di capire, quelli che sostengono candidature alternative a Prodi. Io ho più simpatie per la sinistra dell'Unione che per il centro. Eppure non vedrei di buon occhio questa possibilità. Il perchè è presto detto. Se Bertinotti, Pecoraro o quant'altri guadagnano più della loro forza elettorale dimostrano che c'è una fetta ampia dell'Unione che preferirebbe loro a Prodi. Di fatto riducono la legittimità del leader. E però senza conquistarla loro, dal momento che Prodi si confermerebbe vincitore, e Bertinotti si confermerebbe sconfitto. In quanto vincitore Prodi non sarebbe obbligato a tenere in considerazione Bertinotti più di quanto non lo fosse già prima. Entrambi canterebbero vittoria, ma nella realtà la vittoria morale andrebbe a Bertinotti, la vittoria reale a Prodi. E questa situazione acuirebbe il conflitto anzichè mediarlo. Se poi (ma non credo) Prodi forte della sua vittoria fosse tentato di risolvere il conflitto per via cesaristica, cioè accentuando il carattere personale della leadership si potrebbe perfino profilare il rischio della ripetizione di un film già visto.
Io mi auguro che il film visto quando Bertinotti tolse fiducia al governo Prodi non abbia a ripetersi. Eppure temo che le primarie in sè avvicinino, per quanto di poco, questa prospettiva.
In definitiva, trattandosi di una decisione sulla leadership e non sui contenuti, voterò per Prodi augurandomi la possibilità 1). E augurandomi anche (qui faccio un atto di fiducia nel buonsenso e nella lungimiranza di Prodi) che i contenuti politici siano sufficientemente condivisi, o perlomeno mediati. 




permalink | inviato da il 22/8/2005 alle 13:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


9 agosto 2005

Lo spot, la satira e la provocazione.

Sono da segnalare tre interessanti letture. La prima è uno spot della federazione ad opera del blogger meslier, che sintetizza quello che fino ad ora siamo riusciti a fare; la seconda è una farsa dal sapore fantapolitico  raccolta dal blogger iosonolaico, talmente fantastica da sembrare verosimile. Infine proponiamo un post di diariodibordo che ha scatenato un po' di polemiche fra gli iscritti, innescando un dibattito in un certo senso "generazionale" (si noti l'incipit: "ciao piccoletti).

I nuovi iscritti sono invitati a pubblicare sui blog personali lo spot meslieriano.
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LO SPOT

9 Agosto 2005
L'importante è partecipare. Spot federativo di mezza estate
di meslier

                                

Nonostante alcune defezioni e malgrado l'estate, la federazione "PèP - Politica è Partecipazione", ossia il movimento di bloggers per le primarie e le consultazioni programmatiche di base nel centrosinistra, continua a crescere. Abbiamo superato i venti iscritti in poco pù di due mesi.
Continuiamo a farci conoscere e a fare un po' di proselitismo (che non guasta). Ritengo che l'obiettivo ambizioso del movimento debba essere avvicinarci il più possibile alla soglia dei cinquanta blog federati entro la fine dell'anno. I blog sono nodi comunicativi, e cinquanta di questi nodi in rete (magari non confinati in una sola piattaforma) costituiscono un flusso d'informazione politica che raggiunge molti lettori, cioè molti cittadini. Se così sarà, cominceremo ad essere una realtà politica con un minimo di consistenza e che potrà quantomeno farsi ascoltare.
Tuttavia, l'importante per questa federazione resta il fatto di aver creato uno spazio partecipativo "virtuale", che chiede a sua volta un ampliamento degli spazi di partecipazione nella politica "reale". Insomma, un'attuazione (oltre che una richiesta) di un incremento di libertà, se è vero che, come cantava G.G., "la libertà è partecipazione".
Questo, almeno, lo abbiamo già realizzato.

P.S. Per aderire alla federazione non si pagano quote, non serve nome e cognome, città ecc. Basta scrivere a
bloggerprimarie@virgilio.it, comunicare di voler aderire indicando l'indirizzo del proprio blog, aggiungere il banner della federazione sul proprio sito e, quando si ha voglia, partecipare ai dibattiti su http://bogperleprimarie.ilcannocchiale.it. Nient'altro.
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LA SATIRA

8 Agosto 2005
Le fantasie burlesche che la destra ispira
di iosonolaico

Avvertenza: questo articolo è frutto della fantasia. Ogni riferimento a persone e fatti reali è però puramente voluto.
Oggetto: primarie del centrodestra, un mese dopo quelle tenute dall’ Unione.
Protagonisti: Gianni Letta ( Forza Italia );Gianfranco Fini (Alleanza nazionale); Pierferdinando Casini( Udc ); Umberto Bossi ( Lega nord ).
Uno:piazza del Duomo, Milano.
Gianni Letta conclude la campagna elettorale nella più importante piazza del nord Italia, nella città simbolo dei mercati e della operosità italiana. Il sottosegretario Letta è accompagnato dal premier Berlusconi, che confida di voler correre per la carica di presidente della Repubblica.
Letta rivendica i risultati del governo di centrodestra e afferma di voler continuare sulla stessa falsariga.
Il tono del comizio è sobrio. Nessuna promessa particolare, ma affidabilità e concretezza.
Due:piazza del Plebiscito, Napoli.
Gianfranco Fini è in arrivo da Catania. A Napoli la piazza è piena. Il vicepremier attacca la sinistra e rilancia: solo una destra moderna e liberale può dare nuovo smalto all’ Italia.
Fini conferma l’ amicizia con gli Stati Uniti e dice: andremo via dall’ Iraq quando quel paese sarà veramente pacificato. E conclude:ringrazio Berlusconi ma è ora di cambiare registro e io ho tutte le carte in regola per fare il salto di qualità.
Tre: piazza del Popolo, Roma.
Per il comizio conclusivo Casini ha scelto una piazza importante della capitale. Molti vecchi democristiani si affacciano durante il discorso del presidente della Camera. Casini spiega che la società italiana ha bisogno di profondi valori cattolici per governare la modernità e promette un patto con imprese e sindacati. Siamo noi il vero cambiamento, urla.
Quattro:Varese, una piazza qualsiasi.
Umberto Bossi è debilitato dalla lunga malattia ma il comizio attira migliaia di supporter in camicia verde. Bossi tuona contro la società multirazziale: non vogliamo arabi in mezzo alle palle!
Il leader leghista attacca Roma e il Palazzo: ci hanno impedito in ogni modo di governare, ma noi teniamo duro. Al termine Bossi è stremato ma dice : sarò io la sorpresa nelle primarie della Cdl, prenderò anche molti voti da destra.
Fantapolitica? Chissà. Queste sarebbero primarie serie, avvincenti. Degne di un paese moderno che fa del confronto il sale della propria politica.
Invece il centrodestra italiano osserva le mini-primarie dell’ Unione. Certo: non scenderanno in campo Rutelli, D’Alema o Veltroni ma sono pur sempre una novità.
Casini e compagni lasciano che il dibattito galleggi sui giornali.
Le piazze restano vuote.

Bruno Murgia - dal
Giornale di Sardegna (grazie al blog www.brunomurgia.it)
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LA PROVOCAZIONE

9 Agosto 2005
Ai bloggers per le primarie
di diariodibordo

ciao piccoletti
non vi fate vivi, vi siete spaventati? o avete solo voglia di disquisire sul sinistrometro? se sia più di sinistra scegliere Prodi o Bertinotti? se una donna alle primarie è meglio di un uomo?
se magari ci mettiamo un transessuale?
leggetevi la dichiarazione congiunta, sì congiunta, di Mastella e Bertinotti sull'uso delle intercettazioni telefoniche, è molto istruttiva (è sul sito dell'AGI)
buenas dias




permalink | inviato da il 9/8/2005 alle 15:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


31 luglio 2005

La federazione sul territorio.

Pubblichiamo un interessante contributo del blogger "leceneridigramsci", che  propone di rendere visibile sul territorio la nostra federazione, magari collaborando con le associazioni e i movimenti già esistenti.
Il riferimento immediato è alla complicata situazione siciliana, ma l'esperimento potrebbe essere esteso ad altre realtà.

UNITA' E COORDINAZIONE

Molte vicende, vicine e lontane, dei movimenti spontanei che partono dal basso, come varie associazioni e partiti, mostrano che azioni portate avanti da un singolo soggetto o come una sempre presente (e estremamente pericolosa) voglia di protagonismo delle singole realtà associative portino i movimenti spontanei ad atrofizzarsi, e divenire staticità e in ultimo morire.

La situazione è grave e complessa nel contempo, nella nostra città è necessario oggi più che mai unire e coordinare gli sforzi e le risorse di ogni singola realtà associativa, che raggruppi al suo interno persone che hanno voglia di fare e che sono stanche dello status quo.

Quale che sia il nostro nome e il nostro orientamento, quali che siano i nostri interessi e quale che sia la cultura alla quale ci richiamiamo, una cosa è chiara ai miei occhi, molti dei valori che ci spingono a non voltare la testa e a smettere di cercare delle soluzioni sono comuni alla maggior parte di noi.

“Nei nostri sogni abbiamo visto un altro mondo, un mondo vero, un mondo definitivamente più giusto di quello in cui viviamo ora […] E’ stato così che ci siamo messi in cammino per raggiungere questo sogno, per fare in modo che si sedesse alla nostra tavola, illuminasse la nostra casa, crescesse nelle nostre milpas, riempisse il cuore dei nostri figli, asciugasse il nostro sudore, sanasse la nostra storia e fosse per tutti.”( Subcomandante Marcos)

Quale che sia dunque il nostro nome, abbiamo sogni, valori, idee, speranze, rabbie comuni.

E dunque, per quale motivo non dovrebbe essere comune anche il nostro impegno?

Occorre incontrarsi e parlare, occorre mettere su un tavolo idee e progetti, occorre discutere democraticamente unendoci come una rete, una grande rete di piccole realtà.

Terra di nessuno, l’associazione che io rappresento, è disponibile al confronto, con ognuno di voi, tutti insieme, per gettare le basi per un progetto serio.

Di forum sociali e reti di vario tipo e vario genere ne sono nati e morti decine in questi anni di finti risvegli, ma non per questo io credo bisogna cedere le armi e dire basta.

Bisogna invece guardare con obbiettività al progetto di un gruppo di associazioni che lavorino assieme, muovendosi su un piano di assoluta parità, senza che alcuno prevalga sugli altri, cercando vane quanto effimere glorie personali.

Concetti come partito e avanguardia sono ormai obsoleti nel linguaggio politico, l’azione e la partecipazione democratica di ogni singolo ingranaggio sono il futuro per una speranza di cambiamento. John Holloway afferma che “La sinistra tradizionale è concentrata sull’attesa. I partiti socialdemocratici dicono: «Aspettate fino alle prossime elezioni, arriveremo al potere e le cose cambieranno». I partiti leninisti dicono: «Aspettate fino alla rivoluzione, prenderemo il potere e la vita comincerà». Invece non possiamo aspettare. Il capitalismo sta distruggendo il mondo, non possiamo aspettare. Né la prossima onda lunga né la prossima opportunità rivoluzionaria. Non possiamo aspettare il tempo giusto. Dobbiamo ribellarci adesso, vivere adesso.”

Molte sfide ci attendono, molti giganti travestiti da mulini a vento si intravedono all’orizzonte.

L’albergo scempio allo stagnone non è che un esempio. Bisogna prepararsi, organizzarsi, informarsi e informare.

Ognuno di noi ha conoscenze, competenze, informazioni e idee che ad altri mancano, e troppo spesso questa enorme ricchezza si perde perché manca l’occasione di condividerla con altri.

Da sole le idee sono destinate ad essere inutili.

Organizziamo un incontro e discutiamo.

E non scoraggiamoci se saremo pochi all’inizio, se riusciremo a essere credibili e seri, non tarderà a crescere il consenso e il numero.

Attendo critiche e stroncature, idee e proposte.

Concludo dicendo che è necessario un luogo fisico dove poterci incontrare, un luogo che segni il punto di inizio di un nuovo percorso comune verso una maggiore democrazia e una maggiore partecipazione. 

                                                         
leceneridigramsci




permalink | inviato da il 31/7/2005 alle 10:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

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